La Madonna della Consolazione, patrona della città di Reggio Calabria, e le feste in suo onore, sono uno spartiacque, una pietra miliare, del passaggio tra l’estate e l’autunno cittadino. Le festività mariane si caratterizzano per tante cose. In particolare per le nzudde (mostaccioli), i fuochi d’artificio a fine feste, la notte bianca da qualche anno a questa parte, le bancarelle e le giostre. L’amministrazione comunale, in modo molto chiaro e soprattutto venendo incontro a quelle che, secondo me, sono le esigenze di sicurezza e la volontà di tantissimi reggini, ha disposto, a suo tempo, quali tipi di giostre potranno essere presenti a Reggio. Il bando, datato 25 luglio 2008, prevedeva espressamente “attività dello spettacolo viaggiante, relativamente a quelle di piccole e medie attrazioni per soli bambini“. Vietando di fatto giostre tipo tagadà, tappeto volante, galeone, ballerine varie ecc. Insomma quelle dove, spesso, è possibile trovare al centro dell’attrazione, faccio l’esempio del tagadà, il ragazzo di turno (non è difficile capire la provenienza geografica) che cerca di tenersi in equilibrio. Tra musica house e tecno.
La foto dei fuochi è di Peppe Caridi, quella della nzudda è tratta da flickr.


