Pubblicato da: Massimo Calabrò | 14 agosto, 2008

Reggio Calabria, aumenta la vigilanza in città. No all’impiego dei militari

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Dal prossimo lunedì 18 agosto, aumenterà la vigilanza notturna in città. Lo ha dichiarato il Questore di Reggio Calabria Santi Giuffrè nel corso del sopralluogo sul viale Aldo Moro, traversa Soccorso, zona oggetto dell’esplosione dei giorni scorsi in cui sono stati danneggiati gravemente alcuni locali, il bar pizzeria, “dolce sapore“, la pizzeria “blue sky” e la torrefazione “Crucitti”, oltre una decina di autovetture. Nel corso del sopralluogo con il viceprefetto Vincenzo Covato, il questore Giuffrè, il Sindaco Giuseppe Scopelliti ed altri amministratori cittadini (presenti gli assessori Amedeo Canale e Franco Sarica, i consiglieri Daniele Romeo, Walter Curatola ed il presidente della V circoscrizione Antonio Eroi) si è discusso con gli interessati della legge 44 del 1999 che consente agli imprenditori, commercianti, ed artigiani che hanno subito danni, un mancato guadagno o una intimidazione ambientale a seguito di attività estorsive, ed hanno denunciato l’accaduto, di accedere al fondo di solidarietà con una domanda alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo e avere un risarcimento fino a 1.549.370,00 € da reinvestire nell’attività economica. Il Sindaco Scopelliti, conversando con i giornalisti, ha espresso il proprio parere sull’eventuale possibilità d’invio di militari a Reggio Calabria. “Sono contrario e su questa posizione mi sono ritrovato assieme al Prefetto Francesco Musolino. Abbiamo bisogno di intelligence e non di militari”.  

 

Riflessione:

Uno sport cittadino abbastanza in voga da parte di alcuni pseudo editorialisti locali, oltre a sostituirsi al tecnico della Reggina di turno, è quello di prendere in giro la città sottolineando, a mo di sfottò, quasi ciclicamente ad ogni fatto di cronaca, lo slogan coniato dall’amministrazione comunale “Divertiti sei a Reggio”. Come se l’intimidazione all’esercizio commerciale o l’aggressione alla povera vecchietta del delinquente, extracomunitario o locale, sia da rapportare allo slogan coniato. Come se un ente, nell’utilizzare politiche di marketing territoriale, debba tenere conto di eventuali episodi criminosi. Certo, gli slogan di Oliviero Toscani, per promuovere la Calabria a mio giudizio, non è che siano stati molto azzeccati. Ma almeno la regione ha fatto una scelta. A Roma, ad esempio, “il mondo in una notte” è stato lo slogan utilizzato nel 2007 dalla locale amministrazione per promuovere la notte bianca. Ed a Roma episodi di microcriminalità ce sono parecchi. Milano, altro esempio, ha utilizzato come slogan “la bella estate di Milano” ed anche qui, città ad alto tasso di microcriminalità, a detta dei soliti depositari della verità, si potrebbe ironizzare. A Reggio, presunti editorialisti, sbarbatelli o meno, sono più che convinto, al prossimo fatto di cronaca, ci propineranno, a mo di sfottò, al termine del pezzo, “Divertiti sei a Reggio”.

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Responses

  1. Caro Massimo,

    ti scrive uno sbarbatello, presunto pseudo-editorialista, che ha usato una storpiatura dello slogan “Divertiti, sei a Reggio”, trasformandolo in “Difenditi, sei a Reggio”.

    Parli di Roma e di Milano e fai bene a parlare di “microcriminalità”.

    Ma la ‘ndrangheta (hai presente?) è un’altra cosa.

    Ci tengo a fare presente la gravissima portata delle dichiarazioni del Primo Cittadino di Reggio Calabria che ha commentato la presenza mafiosa (cfr. CalabriaOra del 15 agosto u.s.) “un fatto che colpisce i cittadini solo in queste occasioni” riferendosi all’esplosione di V.le Aldo Moro.

    L’intelligence anziché l’esercito? Renato Farina e Pio Pompa dopo i quattro panetti di tritolo SENZA DETONATORE rinvenuti a Palazzo San Giorgio hanno scritto su Libero del pericolo per la sicurezza del Sindaco.

    E poi una “strana” campagna di marketing. In un solo numero del giornale (Libero, appunto) oltre 5 pagine intere a colori di propaganda.

    Al prossimo, credo imminente, fatto di cronaca continuerò a provocare chi pensa a scagliarsi contro “i fissa” (ricordo il sequestro della batteria ad un poveraccio).

    Ricordo ai tuoi affezionati lettori che l’agenzia di stampa quotidiana della quale tu sei uno dei più autorevoli rappresentanti per bocca di Giuseppe Scopelliti, Sindaco di Reggio Calabria, non ha battuto nemmeno una riga quando fu catturato il boss Condello.

    Mentre da tutta Italia giungevano plausi alle forze dell’ordine e vicinanza ai magistrati.

    Facile continuare a divertirsi. Intanto la città soffoca.

    Scrive Paolo Pollichieni

    “Anche per
    questo Reggio è una città sicura:
    ha la sicurezza di poter
    contare su un finanziamento
    comunale anche per aprire
    un’azienda con le stimmate
    mafiose, al punto da essere
    confiscata come patrimonio
    della mafia.
    E che male c’è visto che poi
    i beni confiscati alla mafia
    tornano al Comune per il loro
    riutilizzo a fini sociali?
    E’ una bella partita di giro:
    il Comune finanzia un’opera
    ad un rampollo della ’ndrangheta,
    la procura sequestra
    l’opera e la riaffida al Comune,
    il Comune fa i lavori,
    inaugura e taglia il nastro.
    Trionfo della democrazia
    dell’alternanza con riferimento
    ai beni mafiosi.”

    E ancora

    “Benvenuti a Reggio, città
    della sicurezza… anche se
    ogni tanto una bomba esplode,
    una pescheria viene chiusa
    per mafia, le assicurazioni
    non accettano polizze per furto
    ed incendio. Certo, anche
    qui qualcuno turba la sicurezza
    della “Reggio da bere”.
    A Palermo il problema era
    il traffico, a Reggio, a leggere
    il documento vergognoso
    approvato in consiglio comunale
    qualche settimana addietro,
    il problema invece è
    “certa stampa”.
    Complimenti agli estensori:
    alcuni passaggi di quel documento
    parlavano di “certa
    stampa” con lo stesso identico
    linguaggio che i Piromalli
    usavano nei confronti della
    medesima “certa stampa” nei
    colloqui in carcere captati
    dalle microspie della squadra
    mobile.”

  2. Caro Antonino,
    non capisco ma comprendo il tuo sfogo, ma, evidentemente, visto il rapporto e la stima che c’è tra noi (almeno credo), mi preme dire che hai preso un abbaglio. E pure grosso. E si, perchè, se avessi voluto fare riferimento a te, e lo sai, avrei fatto nome e cognome. Così come ho fatto, davanti a te, al Caporale di turno. Anzi, ti avrei mandato un messaggio o ti avrei chiamato. E poi, scusami, il termine editorialista o presunto tale, non si concilia, e questo credo tu lo sappia nonostante la giovane età, con un blog, ma, chiaramente, si fa riferimento, come nel mio caso, ad una testata giornalistica vera e propria. E la tua riflessione non è stata pubblicata da nessuna testata, infatti era solo sul tuo blog. Parlare di mafia, ndrangheta, possiamo farlo sino a quando vuoi, ma il parlare è tanto importante con l’agire. Sui tuoi riferimenti ad arresti, dichiarazioni od altro, ti ho già risposto, mesi fa, visto che Scopelliti, nel corso di un noto convegno, le dichiarazioni di soddisfazione per l’arresto (le registrazioni ancora le ho) le fece pubblicamente. Avere circa 20 anni in meno (che invidia!!!) rispetto a me non ti fa comprendere in che clima, noi quarantenni, abbiamo vissuto i nostri 18 – 20 anni. Non puoi nemmeno immaginare cos’era Reggio negli anni 80. Se avessi vissuto quel periodo probabilmente, per come sei fatto tu, saresti andato via da Reggio. Ah, ultima cosa, potevi mandarlo un sms.
    Con stima, Massimo

  3. Breve premessa inutilmente conciliatoria.

    Sei, lo sei sempre stato, un amico prima di un collega. Sai cosa penso di te, come collega e come uomo.

    Mi sono sentito chiamato in causa perché la testata che malvolentieri ospita alcune mie elucubrazoni si chiama strill.it

    http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18254:difenditi-sei-a-reggio&catid=26:storie&Itemid=100

    all’indirizzo sopra riportato proprio un piccolo editoriale intitolato “Difenditi, sei a Reggio”.

    So del “noto convegno”. So anche che il noto convegno era rivolto ad un pubblico specializzato di forze dell’ordine, funzionari prefettizi, magistrati ed associazioni antimafia. Cosa ben diversa, credo, da aprire la prima pagina di Gazzetta del Sud (un “giornale serio” così come lo definisce Giuseppe Scopelliti) lanciando strali contro la ‘ndrangheta con la stessa forza usata nei confronti di “certa stampa”.

    Mi sarei giocato la prima di GdS che ricordo bene “Il modello Reggio incuriosisce la stampa estera” con un qualcosa del genere: “Scopelliti: le cosche non avranno vita facile”.

    Ma io sono io, per fortuna (della ‘ndrangheta)!

    Conosco il clima di quegli anni. Non l’ho vissuto. Ma non credo che non manchino, oggi – forse più di ieri – ragioni per andar via da una città dove l’agenda delle priorità non è dettata dalla scala delle esigenze primarie della cittadinanza, ma da un giaculatorio modello turistico.

    Se non ti considerassi un amico sincero, ma uno dei tanti, non avrei mai dedicato (dedicato, non perduto) tempo a scrivere cosa pensassi della tua chiosa.

    Ah, ultima cosa, ogni tanto – per una birra! – chiama!

    am


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