Pubblicato da: Massimo Calabrò | 22 settembre, 2008

Ricerca Eurispes; migliora la qualità della vita a Reggio Calabria

Il miglioramento della qualita’ della vita e i numerosi aspetti legati al settore turistico della citta’ sono stati oggetto di una intensa attivita’ di ricerca sul campo condotta dall’Eurispes Calabria che ha coinvolto un campione di oltre 1.000 cittadini residenti a Reggio Calabria. “Dall’approccio, dall’interesse e dal coinvolgimento dimostrato dai cittadini reggini – ha dichiarato il presidente dell’Eurispes Calabria, Raffaele Rio – si puo’ affermare che sul turismo vengono riposte molte aspettative come opportunita’ di crescita economica e sociale per la citta’ di Reggio Calabria. Un orientamento che va rafforzandosi negli ultimi anni e che incide in maniera rilevante sul miglioramento della qualita’ della vita percepito dalla comunita’ reggina. Reggio Calabria – precisa Raffaele Rio – possiede qualita’ culturali e architettoniche uniche, strumenti di inclusione sociale e indubbie potenzialita’ di crescita economica. Allo stesso tempo sussistono comunque, problemi di ordine ambientale e di integrazione sociale. In questo quadro – ha concluso Raffaele Rio – il progetto di una “Reggio Sostenibile”, puntando su un forte legame tra il turismo e la cultura del luogo fortemente sostenuto dalla collettivita’, deve rappresentare un’ idea di trasformazione, che puo’ contenere obiettivi di miglioramento dell’organizzazione urbana, della sua sostenibilita’, rispondendo alle esigenze di tipo economico e sociale”. Qualita’ della vita in citta’: per 6 reggini su 10 si vive meglio. Qual e’ l’opinione dei reggini in merito ai recenti cambiamenti della qualita’ della vita della propria citta’? Ben oltre la maggioranza ha mostrato una percezione positiva con il 58,5% che ha affermato che e’ molto (14,3%) e un po’ (44,2%) migliorata, contro un 19,8% che dichiara di essere un po’ (13,0%) e molto (6,8%) peggiorata. La restante parte del campione, circa il 20%, e’ concorde nel ritenere che non ci sono stati cambiamenti degni di nota negli ultimi anni, essendo dell’avviso che la qualita’ della vita sia rimasta invariata. Incrociando la domanda con le principali variabili socio-anagrafiche si evidenzia che sono principalmente le classi di eta’ piu’ giovani, in particolare la fascia 18-35 anni, con il 70,4% dei casi (somma delle modalita’ migliorata e un po’ migliorata) contro il 40,2% della fascia piu’ anziana, a percepire un miglioramento della qualita’ della vita, mentre rispetto al genere sono piu’ gli uomini (62,4%) che le donne (59,9%) a rilevarlo. Considerando invece lo status occupazionale degli intervistati si nota una quasi omogeneita’ delle risposte, con l’eccezione della categoria dei pensionati (44,4%) in cui si riscontra la percentuale meno elevata di soggetti che indicano un cambiamento positivo delle condizioni di vita nella citta’ di Reggio Calabria. Miglioramento sociale: i reggini puntano sulle generazioni future. In cima alla graduatoria dei fattori che influenzano o che in via potenziale possono influenzare la qualita’ della vita in citta’, i reggini collocano lo sviluppo delle politiche giovanili e del lavoro con il 34,7% dei casi e l’ottimizzazione dei servizi pubblici (scolastici, sanitari, sociali, ecc.) con il 23,6%. Seguono a distanza, ma vicini tra loro, lo sviluppo economico e tecnologico (16,9%), la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini (16,2%), il miglioramento della mobilita’ (15,6%), il presidio del territorio per la prevenzione della criminalita’ (15,5%) e il miglioramento della qualita’ dell’ambiente urbano (14,5%). Il quadro delineato dai soggetti intervistati e’ molto chiaro: uno su tre punta sulle generazioni future. Il miglioramento della qualita’ della vita per i reggini deve passare necessariamente attraverso un aumento della possibilita’ di lavoro per i giovani, e una loro piena integrazione sociale che possa renderli protagonisti dello sviluppo economico e sociale della citta’. Ancora una volta la cronica mancanza di lavoro soprattutto per i giovani, quantitativa e qualitativa (lavoro nero, altamente instabile, poco remunerato), che caratterizza il meridione, e la Calabria in particolar modo, e’ ritenuta la preoccupazione piu’ rilevante, il fattore piu’ limitante per la crescita della propria citta’. Non meno importanti, considerato che a indicarli e’ quasi un cittadino su quattro, sono i servizi pubblici essenziali per una comunita’: scuola, sanita’ e servizi sociali secondo i cittadini necessitano di maggiore attenzione e di politiche di miglioramento da parte dei policy makers locali. Malgrado la crescente attenzione che si registra sui problemi dell’ambiente, la preoccupazione per la sua salvaguardia risulta quasi marginale rispetto alle problematiche precedenti, solo il 7,9% indica come fattore di aumento della qualita’ della vita la raccolta differenziata dei rifiuti, la riqualificazione delle aree verdi (7,4%) e ancora meno la riduzione dei fattori di inquinamento (4%) e il risparmio energetico (3,8%). Analisi dei flussi turistici: bene la congiuntura. Quasi il 40% e’ del parere che le presenze turistiche a Reggio Calabria siano aumentate rispetto all’anno precedente contro un 10,8% secondo il quale si e’ verificato un calo dei flussi turistici. L’opinione dei soggetti che si colloca in zona “neutra” e’ stata pari al 36,3%. Al fine
di comprendere le reali tendenze del fenomeno nella citta’ di Reggio Calabria, la domanda sulla percezione delle presenze turistiche e’ stata incrociata con le percentuali di quanti hanno dichiarato di avere dei legami di esperienza diretta (albergo, lidi, etc.) o indiretta (ristorante, bar, agenzia di viaggi, etc.), dal punto di vista lavorativo e professionale, con il settore e con quelle dei soggetti che hanno dichiarato di non averne alcuno. Chi lavora nel settore o comunque svolge un’attivita’ legata ad esso, ha certamente il “polso” della situazione avendo maggiori informazioni per esprimere delle valutazioni. L’analisi mostra, infatti, una quasi omogeneita’ della risposte, anche se tendenzialmente chi svolge un’attivita’ diretta nel settore o e’ legato indirettamente ad esso svolgendo un’attivita’ affine manifesta una percezione maggiormente positiva (42,1%) rispetto a quanti hanno dichiarato di essere “indipendenti” dal settore turistico (38,9%). Livello di apertura: turismo fondamentale per il 74,4% dei reggini. I reggini mostrano un rilevante segnale di apertura da parte dei verso il fenomeno turistico: 3 intervistati su 4 (il 74,4%), difatti, sono concordi nel ritenere che “il turismo permette la valorizzazione, la rivitalizzazione e lo sviluppo della cultura, delle tradizioni e usi della popolazione”. Esigua la parte di soggetti, l’1,9%, che mostra un atteggiamento ostile, considerandolo un pericolo per l’integrita’ culturale dei reggini e del territorio. Occorre, comunque, rilevare la percentuale di soggetti (12,9%) che mostra un atteggiamento di neutralita’ verso il fenomeno valutandolo scarsamente rilevante ai fini della valorizzazione e dello sviluppo culturale della citta’. Ripartendo il campione per le principali variabili socio-anagrafiche, si osserva che a mostrare il piu’ elevato grado di apertura verso il turismo, sono maggiormente i maschi con il 78,5%, le classi di eta’ piu’ giovani con l’81,4% dei casi contro il 49,5% delle classi più anziane, chi possiede un alto livello di istruzione, l’88% a fronte del 52,1% del livello basso, e infine, chi si colloca in un “alto” status professionale e lavorativo, vale a dire il 90,5% a fronte del 65,3% di quello piu’ basso. Gli assi prioritari del turismo urbano: valorizzazione del patrimonio storico-culturale, attenzione del governo locale e piu’ strutture ricettive. L’indagine ha cercato, infine, di sondare da un lato, l’opinione pubblica anche in relazione agli obiettivi ritenuti prioritari per lo sviluppo di un “turismo sostenibile” e , dall’altro, agli aspetti da migliorare per il successo del soggiorno dei turisti e dei visitatori di Reggio Calabria. Rispetto al primo quesito, i cittadini con il 37,7% dei casi, collocano in testa gli interventi diretti ad una maggiore tutela e valorizzazione delle risorse storiche e culturali della citta’, a seguire, il 25,7%, ribadisce l’importanza di una piu’ attenta politica di gestione del territorio da parte del governo locale. Scorrendo la graduatoria, non meno rilevante e’ risultata la quota di intervistati (il 24,4%) che lega il concetto della sostenibilita’ ad un aumento dei flussi turistici senza pensare alle implicazioni che ne possono derivare, come dire, se si punta allo sviluppo turistico occorre prima di tutto attrarre nuovi visitatori nella citta’. Al quarto posto della graduatoria, “spunta” nuovamente, uno dei punti cardini del turismo sostenibile, vale a dire la conservazione delle risorse ambientali: e’ quasi il 22% degli intervisti che focalizza la sua attenzione su questo aspetto. In fondo alla lista delle priorita’, si colloca un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle politiche di gestione del territorio (13,2%); cio’ potrebbe indicare in certo senso una percezione distaccata tra lo sviluppo turistico sostenibile e la pianificazione del
territorio. Rispetto al secondo quesito, scorrendo la lista emerge con tutta evidenza che i cittadini focalizzano la loro attenzione in primis sulle strutture turistiche ricettive: oltre un terzo del campione (35,1%) e’ del parere che necessitano di adeguamenti. A seguire, riscontri importanti, superando il 20% delle frequenze, si registrano per gli aspetti legati a: “Accessibilita’ alla citta’”, “Pulizia della citta’ e dei siti turistici” e “Valorizzazione delle tipicita’ e tradizioni locali”. Di poco inferiore a quest’ultime le percentuali riguardanti i servizi di intrattenimento (19,1%) e di informazione turistica (18,5%). 

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