Pubblicato da: Massimo Calabrò | 24 settembre, 2008

Tapis roulant, dai comitati alle intimidazioni. Intanto l’opera assume la forma definitiva

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Nella foto di Peppe Caridi il rendering di via Giudecca al termine dei lavori (Mostra Reghion 2010)

 Vita difficile per il costruendo tapis roulant di via Giudecca.  Dapprima un comitato (non troppo spontaneo vista la presenza di tanti politici) che ha chiesto, con risultati nulli, la sospensione dei lavori. E’ notizia di questi giorni l’intimidazione al dirigente comumale Pasquale Crucitti. Qui di seguito la “Roto” che abbiamo diffuso. A seguire la lettera di un imprenditore reggino, Domenico Surace della Creative Artworks, che senza alcun problema, nonostante abbia la propria attività in via Giudecca, dice di non sentirsi per nulla penalizzato dalla costruzione del tapis roulant, anzi giudica l’opera importante e qualificante per la zona e la sua azienda.  

Questa è la “Roto”

Le imprese impegnate nella realizzazione del tapis roulant proseguono i lavori per consegnare, nei tempi previsti dagli impegni contrattuali, il manufatto che agevolera’ la mobilita’ tra il lungomare e la via Reggio Campi. Negli ultimi tempi l’opera sta assumendo una fisionomia definitiva nel rispetto dell’impatto ambientale e di tutte le altre condizioni progettuali, soprattutto in termini di sicurezza sia per quanti, in un prossimo futuro, utilizzeranno questo sistema di collegamento mobile, sia per gli abitanti degli immobili che si snodano lungo il percorso, sia per il sistema mercantile. Al di la’ delle riserve e delle osservazioni sollevate da cittadini ed associazioni, la grande maggioranza dei reggini gradisce la presenza del manufatto che conferisce alla citta’ un tocco di modernita’ e limita i disagi di quanti, soprattutto la popolazione anziana, quotidianamente, per lavoro o per altre attivita’ sociali e commerciali, sono costretti a spostarsi in direzione mare- monti e viceversa. Nonostante l’impegno delle imprese aggiudicatarie dell’opera, la soddisfazione dell’Amministrazione di palazzo San Giorgio e la solerzia dei tecnici del Comune si registra un episodio grave e preoccupante. Alcune sere fa, l’ingegnere Pasquale Crucitti, dirigente dell’Ufficio Programmazione e progettazione del settore Lavori Pubblici dell’Ente di palazzo San Giorgio e’ stato oggetto di intimidazione da parte di uno sconosciuto, il quale ha bussato all’abitazione del professionista per lasciare sul posto “la lettera di un amico”. Oggetto della minaccia: un presunto danno che un anonimo, che si definisce commerciante, il cui esercizio si troverebbe lungo il tracciato del tapis roulant, avrebbe subito a causa della realizzazione della struttura. Un danno che nella missiva viene quantificato in 250 mila euro. Si tratta di una lettera tanto farneticante quanto inquietante sia per le minacce, sia perche’ lo sconosciuto ha
indicato nello scritto anonimo episodi della vita privata del dirigente comunale. L’ingegnere Pasquale Crucitti, non solo ha informato il sindaco Giuseppe Scopelliti della vicenda, ma ha anche presentato regolare denuncia ai carabinieri. I militari dell’Arma hanno avviato indagini per accertare se l’episodio sia da attribuire ad una sola persona, oppure se sia stato ispirato dalla criminalita’ organizzata cittadina.

Questa la lettera dell’imprenditore Domenico Surace

Leggendo da più parti spesso delle critiche in merito alla realizzazione del c.d. Tapis Roulant di Reggio Calabria, lontano da preconcetti ideologici o schematismi politici, ho ritenuto opportuno esprimere il mio parere in qualità di giovane imprenditore la cui azienda ha appunto sede nel centro storico cittadino e precisamente in via Giudecca. La nostra società – dichiara l’amministratore dell’azienda – ha sede, per essere più chiari, proprio nel cuore del cantiere dove si sta realizzando l’opera. Con vivo piacere vedo che i lavori procedono a ritmi serrati e ormai anche il tratto intermedio, prospiciente appunto la nostra sede, si avvia ad essere definito.  L’intera area così sta assumendo un nuovo look più moderno e funzionale capace sicuramente di suscitare la curiosità e attrarre il vivo interesse da parte di chi vi transita anche solo occasionalmente.  È naturale chiedersi quali saranno gli effetti futuri della presenza del tapis roulant. Quello che posso dire è che, attualmente alcuni nostri clienti magari un po’più avanti con l’età o con qualche chilo di troppo, giungono da noi, soprattutto d’estate, abbastanza trafelati o comunque affaticati. Domani non sarà così! Oggi è molto più semplice spiegare dove si trova la nostra sede ai clienti o ai fornitori che vengono da fuori. Per trovare la via Giudecca basta  indicare “la via dove stanno costruendo il Tapis Roulant”. Da un punto di vista funzionale ed economico, parlo almeno per il nostro caso, fatta eccezione per qualche naturale difficoltà di tipo logistico dovuta alla canterizzazione dell’intera area, come nel caso del carico e scarico merci o per quanto riguarda il servizio di raccolta differenziata a domicilio, non abbiamo riscontrato altri grossi problemi. Quanto al venir meno dei parcheggi e della transitabilità veicolare dell’area, una volta fatta l’abitudine, ritengo non si tratti tutto sommato di un danno ma di un vantaggio. Anche la Via Giudecca, infatti, come il Corso Garibaldi oggi è libera del traffico veicolare e, a lavori ultimati, si presenterà come una elegante zona pedonale in linea con quanto è riscontrabile nei centri storici di qualsiasi città europea di medie e grandi dimensioni. Le attività commerciali non potranno, almeno così speriamo, che trarne il massimo vantaggio. Quanto infine alla questione della sicurezza dell’area, già oggi appare visibile a tutti che la Via Giudecca, a lavori ultimati, presenterà su entrambi i lati del Tapis Roulant degli ampi spazi destinati ad essere percorsi a piedi e, in ogni eventualità, anche dai mezzi di soccorso. L’unica osservazione che mi sento di fare è che, personalmente, avrei scelto una copertura un po’ meno impattante dal punto di vista estetico anche se forse, oltre che per ragioni tecniche, la scelta fatta darà all’opera finita quel tocco High – Tech che, per noi che siamo del settore e per i nostri clienti, non potrà che essere ritenuta al passo coi tempi. La realizzazione del Tapis Roulant rimane comunque una bella notizia per la città. E le notizie positive credo facciano solo bene soprattutto ai giovani che, come noi, ci credono ancora. Tali notizie riteniamo dovrebbero trovare spazio sui giornali per sostituirsi ai soliti e tristemente noti fatti di cronaca.

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Responses

  1. Premessa la mia solidarietà al dirigente comunale vittima di intimidazione.

    Mi congratulo della “professionale” parzialità espositiva con la colpevole omissione degli oltre 6 appelli lanciati da Natale Crucitti.

    Ristoratore di Via Filippini. Che dopo aver dovuto licenziare tutti i camerieri (serve da solo ai tavoli con la moglie e con grande spirito di sacrificio) manda avanti la baracca con un contratto enel temporaneo.

    E i suoi locali andavano alla grande non più di due anni fa.

    Ma, dirà qualcuno, forse si è arricchito abbastanza.

    Un’opera inutile, costosa, scriteriata.

    Viva S. Peppe!

    am

  2. Che ossessione per sto S. Peppe che hai, Nino… Ma te lo sogni pure????
    Che io sappia si sta studiando una soluzione per lui, così come per l’edicola.

  3. Anche col tapis roulant si ripete un film già proiettato altre volte e dal finale scontato. La trama è la stessa già vista per l’isola pedonale sul corso Garibaldi e il senso unico a Sbarre centrali. Anche gli attori sembrano essere i medesimi: uno sparuto gruppuscolo di gente che deve dire “no” a prescindere, perché bisogna contrastare qualsiasi cosa che possa fare crescere e migliorare la città.
    Il finale è di quelli scontati perché anche per il tapis roulant gli stessi che ora protestano, a cominciare dai commercianti che insistono su via Giudecca, saranno i primi a ringraziare il sindaco Scopelliti per la realizzazione di quest’opera. Chi non ricorda le proteste degli esercenti per la chiusura del corso Garibaldi? Adesso tutti lì a benedire quello che prima maledivano. Perfino i commercianti di Gebbione ora vorrebbero, almeno nel fine settimana, il viale Aldo Moro interdetto al traffico così da permettere un maggiore afflusso di passanti.
    Basta essere un po’ pazienti e attendere, lasciare che questi pseudo comitati si cucinino nel loro brodo. Il dato vero, come direbbe qualcuno, è che oltre il 70% dei reggini vuole continuare a vedere una città che cresce. Tutto il resto è noia!
    Ciao. Domenico Malara (www.malarablog.wordpress.com)

  4. Condivido quello che dice Domenico.

    Ma è necessario distinguere un senso unico (che in Via Filippini c’è sempre stato) con il totale isolamento di un isolato provocato da un cantiere infinito.

    Entrando nel merito della missiva recapitata al dirigente Crucitti non posso non rilevare (atteso che l’altro Crucitti che sta subendo i peggiori danni dai lavori non è così cretino da minacciare a mezzo lettera anonima un dirigente comunale con espliciti riferimenti alla propria attività) come vi sia un tentativo di strumentalizzare appelli pubblici di Natale Crucitti che sulla stampa ha reso pubbliche, magari enfatizzando, le cifre delle sue perdite e qualche criminale voglia sfruttare le sue prese di posizione per intereferire con l’operato dell’amministrazione comunale che mi sento in dovere di difendere.

    Mi spiego. Se una scelta si è compiuta e consumata – nella sua fase decisonale – all’interno degli uffici istituzionali e nel pieno rispetto della legge e del principio della discrezionalità dell’azione amministrativa si può, e per quanto mi riguarda si deve, criticare.

    Ma le modalità e gli strumenti tipici dell’antistato mafioso sono da respingere e mi auguro che i responsabili del gesto vengano presto individuati.

    Allo stesso modo mi auguro che Natale Crucitti possa continuare a battersi contro un’opera che lo danneggia e che il dirigente Crucitti possa svolgere il suo lavoro con serenità.

    Come è giusto che sia.

    @Mascal(zone)

    Avresti dovuto pubblicare anche la sua lettera visto che l’azienda di Surace può fare buon viso a cattivo gioco stante l’esistenza di rapporti professionali di Creative Artworks con il Comune di Reggio Calabria.

  5. Così com’è giusto che chi crede che i suoi diritti siano calpestati protesti, mi pare sia anche opportuno che chi, invece, reputa quest’opera un passo in avanti per la città possa esprimere la sua opinione.

    Ma si sa a Reggio l’eleganza non va di moda.

  6. Della lettera di Natale Crucutti se n’è parlato tanto. Ha partecipato a trasmissioni televisive. Insomma la sua richesta di risarcimento è nota ma soprattutto giornalisticamente antica. Quella della Creative no.
    Sui rapporti della Creative, consentimi di dire una cosa. Da quello che dici, la città si dividerebbe tra le aziende che lavorano con il comune e quindi non criticano e chi non ci lavora e quindi critica. Non credo sia il caso in questione poichè conosco la buona fede dei soggetti. In ogni caso, se il tuo ragionamento fosse giusto, alcuni media, farebbero le pulci al comune for low advertising…

  7. La buona fede solo di Creative? Devono esserci i saldi anche per questa.

    Contestavo il fatto che – pur vecchia – nel tuo blog non c’è traccia di quella lettera.

    Solo un antica norma deontologica che questa volta, ti fuiu!

    La città, purtroppo, si divide così.

    Ma si aggrega (70 % delle preferenze) così.

    Riguardo al “low advertising” chi lo nega.

    Hai mai visto la Gazzetta del Sud fare le pulci a qualcuno?

    am

  8. Nel mio blog metto i miei comunicati stampa, nemmeno tutti, alcuni miei pezzi che faccio per altre testate e ogni tanto commento alcuni fatti. La lettera della creative era “adesiva” ed attuale al pezzo che abbiamo fatto per il tapis roulant. Tutto qui.

  9. La considerazione di molti reggini che, Reggio sia migliorata rispetto al passato, credo sia molto opinabile e discutibile. Io affermerei con cognizione di fatto che, Reggio negli ultimi anni sia molto “cambiata” e, che, sia altrettanto soggettivo il giudizio in merito. Liberissimi di poter ogniuno esprimere il proprio giudizio, il mio, sostiene la tesi che Reggio Calabria ha subito un declino urbano di notevole dimensione.
    Reggio ha perso il suo splendore originale, dando spazio a demenziali opere pubbliche che hanno turbato e deturpato quanto di storico esisteva.
    Non ultimo il mostro d’acciaio c.d. Tapis Roulant che, oltre ad alimentare tutte le critiche già conosciute e gli aspetti negativi evidenziati, ha creato di fatto una situazione di grave pericolo per l’incolumità delle persone residenti nella via Giudecca. Grave pericolo che nasce oggettivamente dall’impossibilità di poter intervenire con i mezzi di soccorso in caso di necessità. Immaginiamo un sisma o un incendio di grandi proporzioni. La via Giudecca diventerebbe una trappola mortale per tutti i residenti, com’è possibile che non si sia tenuto conto di tali eventualità in una Città ad alto rischio sismico? Come mai gli organi di controllo preposti non si siano accorti di nulla? Come hanno ottenuto dall’Ufficio del Genio Civile il Nulla-osta per la realizzazione? Evviva il Tapis-roulant


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