Pubblicato da: Massimo Calabrò | 7 novembre, 2008

Reggio, la Calabria ed i bandi a sportello

Non è facile, per chi non è del settore, parlare il linguaggio delle imprese e dei bandi riservati ad esse. Un pò come chiedere ad un avvocato di occuparsi di architettura o ad un ingegnere parlare di medicina. Anche perchè spesso si rischia di fare cattive figure. La Regione Calabria, recentemente, ha presentato, cito un comunicato “dieci bandi per un totale di 130 milioni di euro. E’ quanto prevede il Piano d’azione 2008 per l’occupazione e il lavoro presentato dalla Regione. Il complesso di provvedimenti d’azione su “occupabilità” e “adattabilità”, è stato illustrato a Catanzaro dal presidente Agazio Loiero e dall’assessore regionale alla programmazione, Mario Maiolo. In particolare sull’occupabilità sono state individuate risorse per 85 milioni di euro di cui 60 milioni circa dal Por 2000-2006 e 24 milioni e 500 mila euro dal Por-Fse 2007-2013; sull’adattabilità, invece, la dotazione prevede una disponibilità pari a 45 milioni di euro. I bandi “a sportello”, le cui domande verranno espletate direttamente dopo la presentazione, sono già pubblicati sul sito della Regione e le istanze saranno esaminate a partire dal 9 di giugno. Previste iniziative legate alla concessione del prestito d’onore per l’avvio di iniziative di autoimpiego in forma di lavoro autonomo promosso da donne; concessione di prestito d’onore per l’avvio di autoimpiego in forma di lavoro autonomo per nuovi bacini; incentivi alle imprese per la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e, sempre sull’argomento, concessione di voucher alla persona; agevolazioni per l’avvio di iniziative in forma di microimpresa in nuovi bacini d’impiego; avviso per la concessione di incentivi alle imprese per l’incremento occupazionale e la formazione dei nuovi assunti; piani di formazione aziendale e costruzione del catalogo regionale dell’offerta di formazione continua a domanda individuale e aziendale. “Questi bandi sul lavoro – ha detto Loiero – rappresentano comunque una piccola cosa rispetto alle grandi attese dei giovani ma erano comunque molto attesi. I provvedimenti rispondono alla visione delle cose che un governo di centrosinistra non può non avere… ecc ecc”. Tanti amici ed alcuni lettori del mio blog (che mi hanno scritto via email) avrebbero voluto partecipare al bando, però, sono arrivati troppo tardi. Peggio per loro. Ignorantia legis non excusat. Torniamo a noi.
Intanto sottolineo che il criterio scelto dalla Regione Calabria non è per nulla illegale, illegitimo ed inopportuno ed in ogni caso non è la prima volte che lo si utilizza. I professionisti del dissenso, o chi copia incolla facendo proprie frasi altrui (senza verificare la parte tecnica) non hanno colore politico. A Reggio, visto che chi protesta o cavalca essa dovrà aspettare, salvo novità, dai 2 ai 4 anni prima di trovarsi dall’altra parte della barricata, questi soggetti fanno la figura dei poco informati. Ricordate le proteste durante la presentazione del bando del comune di Reggio Calabria “Carpe Diem”, “Obiettivo Occupazione” poichè alcuni politici ed i loro local press supporters poco informati, copiando ed incollando e, ripeto, fatte proprie frasi altrui, scrivevano che questo metodo non si era mai utilizzato in Calabria? Oltre quello che ho pubblicato ad inizio del post, ecco un estratto di bando regionale datato 2001 “Il bando approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n.856 del 24 settembre 2001 prevede la presentazione dei piani di sviluppo locale (PSL) relativamente agli interventi previsti nella sezione 1 del Programma. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata entro novanta giorni dalla pubblicazione del PLR sul Bollettino Ufficiale della Regione, avvenuta in data 18.10.2002.Per gli interventi previsti dalla Sezione 2 “Cooperazione fra territori rurali” si procederà, entro due anni, alla emanazione dei bandi a sportello…” Cosa puntualmente avvenuta.

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Responses

  1. Caro Massimo,

    fortunatamente non mi ritrovo nelle tue sempre puntuali chiose nei confronti dei “professionisti del dissenso”, ma se mi sbaglio ti prego di smentirmi.

    Non posso certo non cogliere una certa somiglianza dell’argomento da te trattato con alcuni – non tutti – aspetti delle mie critiche – forti e convinte – rispetto ad un bando in particolare: Obiettivo Occupazione.

    Non sono io ad avere detto che i “bandi a sportello” sarebbero un abominio. Né che mai in Calabria se ne erano visti prima di quello controverso di Obiettivo Occupazione.

    Dello scandaloso sperpero del denaro pubblico perpetrato dalla Regione Calabria ne ho parlato spesso. Lo abbiamo visto con Poseidone e Why Not. Milioni di euro buttati via in bandi stupidi ed iniziative inutili.

    Tornando al Comune.

    Anche Carpe Diem funzionava “a sportello” ed aveva una logica diversa. Finanziare l’avvio di una iniziativa imprenditoriale. Ecco un incentivo.

    Obiettivo Occupazione non era tutto ciò. 300 giovani, 15 anni, 1000 euro al mese in una formula estremamente discutibile.

    Un sedicente “comitato spontaneo” che molto poco diplomaticamente invitava il rispetto delle proprie “disposizioni” ha gestito tutto. Tre giorni prima che si aprisse ufficialmente “lo sportello”.
    E lo ha fatto con il supporto – sicuramente morale – dell’amministrazione comunale. Altri tipi di sostegno – seppur confessati da alcuni membri del “comitato” – non sono mai stati accertati.

    Non mi rimane che linkare il post in cui chiarisco la mia posizione

    http://www.antoninomonteleone.it/2008/11/06/obiettivo-ri-elezione/

    C’è sportello e sportelo.

  2. Caro Antonino, il tuo post non lo avevo visto affatto, il mio nasce dallo stimolo di un amico che mi ha mandato un’email sull’argomento da me trattato. Aveva presentato la domanda per il prestito d’onore, purtroppo per lui, in ritardo. Ho letto il tuo ma sinceramente non vedo attinenza al mio, visto che trattiamo cose diverse anche se con qualche collegamento. La tua riflessione, sinceramente, nel mio post non ci sta, non dico che sia sbagliata o giusta, ma come si dice in questi casi è, a mio giudizio, off topic. I professionisti del dissenso, e così chiarisco la mia posizione, sono i “no a tutto quello che fanno gli altri”. La sacrosanta e doverosa critica è una cosa, i supporters del “no a tutto quello che fanno gli altri” un’altra.

  3. Caro Massimo, lo sai che il re non fa corna. Scopelliti può essere criticato e ci si può scagliare contro “a prescindere”, guai, però, a toccare la Regione più indagata d’Italia. Per loro tutto è lecito e tutto è possibile.
    Il rapporto di critica che si legge in alcuni blog tra Regione e Comune è di di 1 a 10. Evidentemente anche una puzzetta di Scopelliti fa notizia, diversamente dalle porcate che combinano alla Regione.
    Ad esempio: perché i professionisti del dissenso non scrivono dello scandaloso concorso indetto dalla Regione per l’individuazione di cinque giornalisti da assegnare all’ufficio stampa?
    Al momento non è dato saperlo…

  4. @Massimo

    Se non ricordo male la domanda per il “prestito d’onore” è materia di Sviluppo Italia. Confermo – ed è giusto che sia così – che si tratta di un bando a sportello.
    Credo che la riflessione offra spunti di dibattito se proiettiamo la mente (oggi fredda) a due anni fa analizzando se fu quello il “modo migliore” di spendere tutti quei dané.

    @Domenico
    Mi domando, caro Domenico, come mai non ne parli tu.

    E mi domando ancora se chi si scaglia contro il Consiglio Regionale più indagato d’Italia sei ancora tu.

    Perché mi risulta che il Presidente di quell’assise di pregiudicati e farabutti sia – lo scrivi tu – “politico di grande spessore”. Io lo chiamo “predica bene”.

    “Il rapporto di critica che si legge in alcuni blog tra Regione e Comune è di 1 a 10. Se ti riferisci al sottoscritto ti prego di scorrere a fondo le mie pagine.

    a presto

    p.s.: qualcuno pensa che sia un sostenitore di Loiero & C.?

    un caro saluto a tutti

  5. La mia riflessione, caro Antonino, è relativa proprio al sistema utilizzato dal prestito d’onore e da altre misure. Il bando a sportello non può essere criticato ad intermittenza, in pratica se lo fa il comune va male se lo fanno altri (Sviluppo Italia – Regione) allora va bene. La riflessione tua e mia, così come dici, offre spunti di dibattito. La scelta, ad esempio, era tra 5 anni e 900 soggetti coinvolti e 15 anni con 300 lavoratori. Sono sicuro che se l’ente avesse adottato la soluzione, i “no a tutto quello che fanno gli altri” avrebbero parlato, anche giustamente, di nuovi precari. Si doveva fare una scelta. E si è fatta.


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