Pubblicato da: Massimo Calabrò | 20 novembre, 2008

Gli oppositori ed il bluff della terza settimana. Con buona pace di Lucio Battisti.


Di politica nazionale, nel mio blog, me ne occupo davvero poco. Ci sono però alcune cose che ti fanno riflettere. Il problema è antico. Era il 1972 e Lucio Battisti, con parole di Mogol, ci ricordava nella nota “I Giardini di Marzo”  che “Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati, al 21 del mese i nostri soldi eran già finiti“. Era il 1972 dicevo e quell’anno al governo ci furono il noto ai reggini (vedi rivolta del 1970) Emilio Colombo dal 6 agosto 1970 al 17 febbraio 1972 e Giulio Andreotti dal 17 febbraio 1972 al 7 luglio 1973. Ormai da tempo ascoltiamo gli oppositori di turno dire “grazie al governo attuale non si arriva nemmeno alla quarta/terza settimana“. Che alla terza settimana sia difficile arrivare non c’è bisogno della maga di turno. La crisi di questi ultimi anni c’è davvero. Che ce lo ricordino gli oppositori pro tempore, sinceramente non da autorevolezza alla cosa. Torniamo ai tempi nostri. Era il 2006 quando si parlò con inistenza della difficiltà ad arrivare alla quarta settimana. Il centro sinistra in campagna elettorare utilizzò questo slogan. Durante quel periodo, con il Berlusconi III al governo, l’Italia, era tappezzata da questi manifesti che parlavano di impossibilità con l’attuale governo di arrivare alla quarta settimana. Vinse Prodi e si passò, per la minoranza del tempo, dalla difficoltà ad arrivare alla quarta settimana, alla terza. Fu Berlusconi e l’opposizione di centrodestra ad utilizzare questo slogan. Sino ad arrivare ai giorni nostri. Adesso Veltroni e company, demagocigamente come i precedessori, sottolineano che “non si riesce ad arrivare alla terza settimana”. Ma, sinceramente, per il copy and paste di “yes we can” , aspettarsi novità era un’impresa. Con buona pace di Lucio Battisti.

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Responses

  1. Copia e Incolla. Perfetta disamina. Peccato che il 21 del mese sta diventando, sempre per più italiani. un incubo. Magari Battisti oggi lo “riciclerebbero” come promotore di partito. Discorso pienamente bipartisan. Attendiamo adesso cosa proporrà mercoledì Berlusconi nel piano alle famiglie.

  2. Al di là della dialettica politica, che va a corrente alterna a secondo di chi c’è al governo, permettetemi di dissentire quando si parla di crisi. Parlo, almeno, per ciò che riguarda la città dove purtroppo sono costretto a vivere.
    Credo poco alla favoletta secondo cui non si arriva alla terza-quarta settimana. Basta farsi un giro il sabato sera in città è vedi ragazzi a bordo di auto di grossa cilindrata, tutti vestiti rigorosamente griffati, che affollano locali e discoteche. Poi ci sono gli adolescenti che vanno in giro con le macchinette 50cc (quello che per intenderci hanno un costo variabile dai 5 ai 9 mila euro minimo).
    ogni famiglia ha almeno due auto e se ci sono figli anche qualche motorino. Cellulari neanche a parlarne.
    Adesso che arriva Natale, tornerà la menata della crisi e poi vedi la gente uscire dai negozi zeppa di buste. Anche ai supermercati si comprano i prodotti di marca.
    E allora, per favore, qualcuno mi spieghi dov’è tutta questa crisi? Almeno qui da noi.


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