Pubblicato da: Massimo Calabrò | 24 dicembre, 2008

Piazza Duomo, tra fede e quotidianità. Ecco come cambierà la centralissima agorà

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Le foto, più precisamente il rendering, che vedete si riferiscono al progetto di piazza Duomo. Il rifacimento della centralissima piazza è stato oggetto di un mio articolo sul numero in distribuzione dell’0rgano ufficiale del Comune di Reggio Calabria. Articolo che, per motivi di opportunità, non ho diffuso sul mio blog prima che uscisse il giornale. Eccolo: 

Piazza Duomo, tra fede e quotidianità

L’idea è quella di realizzazione una “piazza nella piazza”. Il progetto prevede anche la definitiva sistemazione di panchine, marciapiedi e portici

Un’altra area che sarà sottoposta a maquillage è piazza Duomo. Nell’ottica di riqualificazione delle piazze cittadine, sia al centro che in periferia, l’amministrazione comunale ha ritenuto indispensabile procedere al rifacimento di questa centralissima agorà. Ogni piazza della città assume infatti un carattere specifico, assolve ad una funzione differente in base alla sua posizione, alle architetture che fanno da quinte di scenario. Si ritrovano così la piazza della cultura, la piazza degli scambi e la piazza del culto rappresentata, appunto, da piazza Duomo che, occupando un vuoto nella scacchiera del tessuto urbano, andrà viene ad assumere una forma geometrica regolare: un rettangolo i cui lati sono definiti dalla via San Francesco da Paola, ove si erge maestosamente la facciata principale del Duomo, da due strade secondarie, dove si affacciano due portici quasi “gemelli” e infine dal Corso Garibaldi. L’intervento si è reso necessario per superare l’attuale stato in cui si trova oggi l’area. Materiali disomogenei, illuminazione scarsa e la presenza costante di macchine sono solo alcuni degli elementi che emergono da una prima analisi effettuata dai tecnici. L’obiettivo è quello di realizzare un intervento di riqualificazione omogeneo che permetta di restituire alla città la sua piazza più importante e rappresentativa. L’idea progettuale ha tenuto in grande considerazione la presenza imponente del manufatto che ospita la Cattedrale della nostra città. L’intervento dell’amministrazione prevede due differenti livelli dei marciapiedi dovuti al rialzamento delle due isole pedonali di sosta rispetto al livello stradale esistente. Quest’ultima soluzione tecnico architettonica è stata studiata per risolvere definitivamente il grave problema delle radici degli alberi, essenze appartenenti alla specie dei Ficus beniamina, che nel corso degli anni hanno invaso prepotentemente i marciapiedi che li ospitano danneggiandone la pavimentazione. I percorsi riservati ai pedoni nel progetto sono stati spostati all’interno creando così un percorso lungo il quale troveranno posto delle panchine. Lo spazio centrale, proiezione delle navate del Duomo, rivestirà un ruolo primario all’interno della piazza. E’ questo infatti l’accesso principale all’area, percorso che sarà riservato all’occorrenza al transito dell’ Icona della Madonna della Consolazione. Esso verrà esaltato sia dal gioco cromatico, dato dalle due differenti pietre utilizzate per la pavimentazione, che dall’inserimento di illuminazione all’altezza del pavimento.  Il creare una “Piazza nella Piazza” è stata la volontà che ha guidato tutta la fase progettuale. Lo spazio centrale diverrà luogo primario di socializzazione e di incontro per la cittadinanza.

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Responses

  1. Non sono contrario fondamentalmente a questo progetto ma una domanda sorge spontanea. Con l’aumento delle macchine in circolazione il riservare queste piazze per uso pedonale (piazza carmine per fare un esempio) non dovrebbe essere accompagnato da una politica di sensibilizzazione dei cittadini a lasciare le macchine in dei grandi parcheggi sopra/sotto elevati che adesso non ci sono e lasciare circolare solamente gli autobus nel centro storico (naturalmente migliorando il servizio, non di trasporto o di attesa ma a livello informativo per orari acquisto biglietti ecc.. facendo un esempio al porto di reggio calabria non c’è una biglietteria atam, scandaloso). Il nostro/vostro Primo cittadino sta agendo in modo sbagliato e confusionale senza un progetto preventivo e lineare che raccolga tutte le necessità per lo sviluppo di questa città ( faccio l’esempio gli scavi per il passaggio dei tubi del metano che potevano essere usati anche per diramare la fibra ottica per connessioni a internet veloci, aprendo in questo modo un nuovo mercato delle comunicazioni nel reggino). Facile spendere i soldi del così detto Decreto Reggio e poi prendersi dei meriti per cose fatte malissimo e in modo disorganizzato.
    Non ci resta che aspettare il famoso Effetto Bilbao

    • Caro Francesco, sei del 1985, almeno così pare dalla tua email per cui certe cose non le hai vissute in prima persona. Ricordo prima a me stesso e poi a te che veniamo da un lungo tempo in cui i soldi del Decreto Reggio non si spendevano. Tante opere rimanevano solo sulla carta. Tanti progetti che hanno portato occupazione, seppur temporanea, non partivano. Personalmente non ho mai sostenuto che tutto è perfetto, anche perchè sarebbe impossibile. Il problema parcheggi che tu sollevi è un problema reale e concreto così come è vero che piazza duomo non può continuare ed esistere nel modo attuale. Sui parcheggi, cosa che probabimente disconosci visto che non ne fai cenno, c’è in previsione di costruirne uno sotterraneo a piazza Garibaldi che dovrebbe contenere circa 300 macchine. Sulla fibra ottica mi riservo di risponderti perchè preferisco documentarmi ma ti assicuro che dal Cedir a Palazzo san Giorgio c’è e funziona. Ciao a presto.

  2. Grazie per la risposta e scusa sei rispondo in ritardo!
    In primis ti auguro di trascorrere buone feste.

    Tornando a noi quello che io contesto non è tanto che i soldi del decreto Reggio non sono stati usati fino a ora tra parentesi sono stati sboccati da poco con decreto del primo ministro (AN-FI = ?? 😉 penso ci arrivi da solo :D) ma è la politica mala organizzata del Dott Scopelliti, prima di fare le piazze fai i parcheggi e al contenpo blocca o cmq imponi un prezzo per l’accesso delle macchine nel centro storico. Quello che contesto io è che bisogna seguire un piano programmato e logico di realizzazione di opere pubbliche che come hai ben detto tu, e come diceva il nostro amato Keynes, l’investimento in opere pubbliche da parte dello Stato oltre a far aumentare l’occupazione aumenta, attraverso il moltiplicatore keynesiano, la domanda e di conseguenza il prodotto interno lordo 😀

    Per quanto riguarda la linea in F.O. tra palazzo san giorgio e il cedir diciamo questa intranet ne potremmo discutere fino all’infinito riguardo la sua utilità e su come viene sfruttata, ma il problema persiste a oggi reggio calabria non viene servita dalla F. O.

    Comunque sia viva il dialogo e la libera informazione sono contento che anche a reggio l’informazione si dirami sul web anche attraverso i blog personali.

    Ti porgo i miei più sinceri auguri di un buon inizio 2009.

    Cordiali saluti

    Francesco Loddo Classe ’85 😀

  3. Caro Francesco, innanzitutto buon 2009 anche a te. Sono d’accordo sulla libera informazione un po meno con alcune considerazioni tue ma il bello del web è questo.
    Intanto in nessuna città d’Italia, putroppo, si pensa ai parcheggi quando si tratta di riqualificare le piazza anche perchè non c’è una normativa in tal senso. Sul prezzo per entrare al centro storico, immagina cosa potrebbe succedere a Reggio. Hai visto l’eco pass a Milano? Destra e sinistra ma soprattutto la stragrande parte dei milanesi ha criticato (per essere soft) il provvedimento.
    Ciao e cordiali saluti, e soprattutto beati i tuoi 23 anni…

  4. Ciao Massimo, vorrei riprendere un attimo il filo logico della discussione. E’ palese che fare è meglio del non fare ma la domanda che mi pongo sostanzialmente è una sola; tutte queste opere come sono collegate tra di loro? Mi spiego meglio, rifare il waterfront, le piazze etc etc come interaggiscono tra di loro? Mirano a creare qualcosa di virtuoso oppure saranno opere a se stanti che non porteranno ad un vero sviluppo socio culturale della città?
    Per sviluppo socio culturale intendo il valorizzare tutte le zone facendole diventare parte di un progetto unico e non fatto a blocchi. Forse è su questo che dovresti “indagare”.

    saluti

  5. Ciao Giovanni,
    gran parte delle opere che si andranno a realizzare ed alcune già ultimate fanno parte del Decreto Reggio. Con questo voglio dire che, a suo tempo (il decreto risale al 1989 e molte cose vedono la luce solo adesso) in fase di progettazione degli interventi vi fu un ampio, molto ampio progetto che delineava il futuro della città secondo un piano stabilito.
    Per le altre opere mi sento di dire, in base alla mia esperienza, che non tutte debbono essere collegate tra di loro. Esempio: Se a Concessa la circoscrizione o i cittadini, ripeto, ad esempio, manifestano la volontà di realizzare un centro civico, a Trunca la popolazione può chiedere la costruzione di un campo di calcio.
    Per quanto riguarda quelle del centro storico bisogna fare un discorso a parte. Gran parte delle difficoltà createsi durante alcuni lavori sono dovute ad alcune ditte che per conto di Telecom, Enel o altri non ripristinavano il manto stradale. E su questo ci sono foto a testimonianza di ciò. In ogni caso la burocrazia impone uno scambio di missive. La macchina burocratica è spesso un impedimento alla crescita della città (non solo a Reggio) e bisogna fare i conti con essa. Ti assicuro che in fase progettuale in linea di massima si pensa sempre ad un progetto unico per le varie zone, ma non sempre, per vari motivi, è possibile realizzare quanto previsto. Il discorso sarebbe troppo complesso e comprenderebbe tempi di realizzazione delle opere non uguali per tutti, politica, diversità di vedute in base a chi amministra ecc ecc.
    Ciao a presto

  6. Grazie per la risposta Massimo ma intendevo principalmente le opere che vanno ad incidere pesantemente sulla struttura urbana della città nell’ottica di uno sviluppo turistico e non solamente di vivibilità sociale.
    Mi spiego meglio, è logico che i vari quartieri abbiano bisogno di strutture che utilizzeranno come meglio credono e questo è teso a migliorare la vita dei cittadini ma se vogliamo far crescere la città dal punto di vista turistico-ricettivo dobbiamo secondo me creare un progetto unico, dare una parvenza di continuità alle cose (intendo quelle grosse vedi water front) che mirano a creare qualcosa di diverso a Reggio.

  7. Ciao Massimo,
    ritornando al nostro discorso volevo dire che Reggio non è Milano, ma Reggio potrebbe essere come Padova per fare uno stupido esempio.
    Per ciò che riguarda l’accesso al centro storico noi cittadini paghiamo un costo che se non è quantificato dal punto di vista monetario lo diventa dal punto di vista ambientale, sicurezza dei pedoni, salute dei bambini e delle donne in dolce attesa. Pertanto perché dover pagare un costo collettivo quando sarebbe più giusto (e voglio sottolineare come la stragrande maggioranza dei paesi, città d’europa di piccole e medie dimensioni si stanno adattando ad uno sviluppo sostenibile ed ad un ammodernamento del sistema dei trasporti che rispondano a esigenze ambientali) far pagare di più a chi usufruisce, in questo modo si avrà un abbassamento del costo collettivo attraverso una traslazione di maggior benessere sociale.

    E poi quotando una parte del tuo ben scritto articolo “Lo spazio centrale diverrà luogo primario di socializzazione e di incontro per la cittadinanza.” chi vorrebbe mai utilizzare una piazza circondata da macchine e parcheggi selvaggi in mezzo a un caotico suonar di clacson per il traffico a rilento dovuto alle nostre strade strette? per dirla tutta se togli spazio alle macchine queste non diminuiscono, anzi creeranno più confusione.

    Sarebbe necessario fare critica costruttiva anche attraverso questi blog che da come ho capito sono molto seguiti dai reggini!

    Parlerei ore di quante cose stupide sono state fatte dal governo del nostro Primo Cittadino, ma con questo non voglio negare che ve ne siano state altre tante ottime e meritevoli di apprezzamento.

    Tanti saluti

    Francesco

  8. Caro Francesco,
    l’idea del pedaggio potrebbe essere utile, ma secondo me, incontrerebbe critiche feroci della stragrande maggioranza dei reggini. Restti, tra l’altro, a pagare 50 centesimi per sostare 1 ora in via marina. Sulla sicurezza dei pedoni e la salute dei bambini e delle donne in stato interessante faccio alcuni esempi. Il primo è relativo all’isola pedonale sul corso Garibaldi tanto osteggiata inizialmente, quanto utile per la sicurezza. La seconda riguarda i parcheggi rosa (quelli per le donne in stato interessante). Ebbene, quelli che ho visto io erano sempre occupati e non dalle persone interessate. E la “trasgressione” non poteva essere sanzionata poichè non prevista. Con tutto ciò voglio dire che prima di prendere decisioni, soprattutto di natura economica, è opportuna una rivoluzione culturale che purtroppo si preanuncia, dai segnali ricevuti, molto molto lenta. Buona giornata ed a presto


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