Pubblicato da: Massimo Calabrò | 31 dicembre, 2008

Azouz, no grazie

Nel mio blog non mi occupo quasi mai di fatti di rilevanza nazionale. Preferisco trattare solo news e fare qualche considerazione su cose locali. Ovviamente tranne qualche eccezione. E’ di oggi la notizia che il tunisino Azouz Morzouk abbia lasciato il carcere dopo aver scontato 13 mesi, patteggiati, per spaccio di droga. Dal corriere.it : «Cercherò di ricominciare a vivere». Sono queste le prime parole di Azouz Marzouk da uomo libero: il padre e marito di due delle quattro vittime della strage di Erba ha lasciato il carcere di Vigevano dove ha finito di scontare una pena a 13 mesi patteggiata per spaccio di droga. Azouz, che aveva accanto a se i suoi legali, Roberto Tropenscovino e Renato Panzeri, ha detto che è sua intenzione rimanere in Italia «per avere giustizia per mia moglie, mio figlio, mia suocera, per Valeria Cherubini e per Mario Frigerio». Quest’ultimo è l’unico sopravvissuto alla strage.

Contro di lui, all’indomani della strage di Erba le accuse, poi rivelatesi infondate, di aver ammazzato tutti. Additato ingiustamente perchè, diciamolo francamente, extracomunitario. Ne uscì bene. Interviste, spazio sui media, Matrix su Canale 5 e la solita gavetta per chi vuole diventare personaggio pubblico.

Ma sul fronte droga non ne usci per nulla bene. Prima a giurare innocenza, poi a patteggiare. Ecco la cronaca di quei giorni, le intercettazioni che hanno portato all’arresto di Azouz Marzouk

Si rifiuta di mangiare e vuole solo dormire. Azouz Marzouk, 27 anni, arrestato con l’accusa di spaccio nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla procura di Como, non ha preso bene il ritorno in cella. Azouz, marito e padre di due delle vittime della strage di Erba, è in cella da solo, nel carcere di Vigevano, ma non in isolamento. Nel suo primo giorno di reclusione ha rifiutato pranzo e cena. Non ha chiesto giornali o libri. Agli agenti di custodia ha ribadito di essere innocente e di non avere niente a che fare con le accuse che gli vengono contestate. Anche se, c’è da dire, il quadro che emerge dalle intercettazioni disposte dagli inquirenti, non depone a suo favore: in particolare, sembra che il tunisino avesse continuato anche in questi mesi, dopo la strage che ha cancellato la sua famiglia, a prendere ordinazioni per partite di stupefacenti.

È il 5 aprile dell’ anno scorso. Azouz Marzouk parla al telefono con un amico. «Sai che ti dico? Che sono stati i mesi più belli della mia vita. Pensa che mi hanno perfino proposto soldi in cambio di sesso. Sono arrivati a dirmi quanto vuoi per una scopata?». La celebrità appena assaggiata ha un sapore che sembra piacergli molto. Interviste, apparizioni in televisione, inviti a feste modaiole, serate in discoteca. Tutti pazzi per Azouz, e lui a volte si fa pagare, altre no. Ogni volta, comunque, fatica a frenarsi, come gli consigliano amici, avvocati, parenti. «Guarda che non puoi andare al Grande Fratello, chissà cosa diranno di te. Non esporti così tanto. Fahmi, diglielo anche tu…» gli ha spiegato in più di un’occasione il cugino Bohren, chiedendo il conforto del fratello di Azouz, appunto, Fahmi (Bohren e Fahmi sono fra gli arrestati di ieri). Nelle oltre 500 pagine di ordinanza di custodia cautelare il capitolo su Azouz Marzouk è lungo, dettagliato. Per descrivere la sua personalità e per far capire al giudice delle indagini preliminari chi è quel ragazzo, il pubblico ministero scrive che alcune delle intercettazioni allegate all’ inchiesta «lasciano allibiti». Per la spregiudicatezza dell’indagato, sottintende la procura, soprattutto alla luce dell’immagine pubblica che Azouz ha fatto passare di sé. E nelle carte si citano alcuni dei fatti accertati. Per esempio l’intercettazione ambientale registrata nella macchina di Azouz il 4 gennaio 2006. Raffaella Castagna, sua moglie, e Youssef, il suo bambino di due anni, non erano ancora stati sepolti. Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due vicini di casa autori della strage, non erano ancora stati arrestati. Di Azouz si parlava e si scriveva ormai da settimane come del «tunisino accusato ingiustamente del massacro ». Ecco. Lui la sera del 4 gennaio era appartato in auto con un’amica italiana per una pausa di sesso. Niente di illecito. Quello che «lascia allibiti» gli investigatori è che lei, amica della moglie uccisa di Azouz, dice «non so se facciamo bene. Io mi sento in colpa». E lui: «Perché? Non devi sentirti in colpa. Non hai colpe. Facciamolo senza raccomandazioni…», dove per raccomandazioni si intuisce che voleva invece dire «precauzioni». Poi il tunisino confessa che «è la prima volta che lo faccio in macchina» e lei lo redarguisce: «E allora avresti potuto anche portarmi in un posto più bello». La tragedia. E il suo passato da spacciatore. Forse si sentiva già protetto dalla sua improvvisa notorietà, Azouz. E avere a che fare ancora con la droga non lo preoccupava più di tanto. Le cimici e i telefoni l’hanno registrato: «Tanto non ci prenderanno mai». Arrestato per droga nell’ aprile del 2005 e rilasciato con l’indulto ad agosto del 2006, Azouz si sentiva al sicuro, convinto di aver già pagato il suo conto alla giustizia. Non più di un mese fa un’amica ave va messo in guardia lui e i suoi parenti: «Con quella roba state facendo delle grandissime stronzate. Avevate giurato di non farlo più». Lui le aveva riso in faccia e aveva continuato a parlare con i suoi cugini. In un’altra intercettazione ambientale è sempre lui che spiega al suo interlocutore del momento: «A me quando qualcuno mi dice di non sniffare sniffo ancora di più, per ripicca ». Tre giorni fa è tornato da Napoli dov’era andato a sbrigare «alcuni affari », come diceva ormai spesso in questi ultimi mesi. «Che nottata», si era vantato con qualcuno degli altri oggi indagati. «Ho pippato tutta la notte…». E ancora: in una conversazione telefonica della primavera scorsa parlava di quanto gli girasse tutto bene. «Ho conosciuto gente importante» spiegava. Tutto perfetto, se non fosse stato per un unico rammarico: «Ho fatto sesso sporco», confidava a un amico, espressione che evidentemente hanno colto al volo, dall’altro capo del filo. Perché l’argomento non è stato approfondito.

Prima dice di essere innocente e poi patteggia. Mah. Misteri. O quasi.
Torniamo ai giorni nostri. Ancora su corriere.it Azouz, che aveva accanto a se i suoi legali, Roberto Tropenscovino e Renato Panzeri, ha detto che è sua intenzione rimanere in Italia «per avere giustizia per mia moglie, mio figlio, mia suocera, per Valeria Cherubini e per Mario Frigerio».

Questo è quello che pensano di lui gli italiani. Ecco i commenti, gli ultimi 5 sino alle 19 e 40 sempre su Corriere.it
Mucchiamola lì…
30.12|19:40Lettore_736281
Con questa storiella di buonismo tipicamente italiota.Costui è un delinquente, venditore di morte,pure recidivo. Quanto è successo alla sua sventurata famiglia non dimimuisce le sue responsabilità, forse estese anche alla strage di Erba. Dunque questo tunisino clandestino che ci siamo trovati deve andarsene…”foera di ball” come la direbbero a Milano!
caro Will 69
30.12|19:40breeze67
Il nero ubriaco che tu citi era giustificato dal suo stato di alterazione e dalla bassa scolarità per l’aver dichiarato le sciocchezze che riporti,quindi non credo meriti ulteriore credito. Piuttosto mi chiedo uno come lui quanto sia costato al contribuente italiano sin dal momento in cui è sbarcato nel Belpaese e sino al momento in cui ti ha spiegato la Storia del Mondo vista attraverso 20+ gradi alcolici….
Azouz espulso
30.12|18:50zigri50
Penso che ormai si stia superando ogni limite di buona decenza sul caso in questione. Lasciamo per cortesia in pace le povere vittime. Azouz dovrebbe essere accompagnato in Tunisia e non permettergli in alcun modo di tornare in Italia.
Espulsione subito!
30.12|18:46JosKeup
Purtroppo abbiamo già i nostri spacciatori di droga. Figurarsi se abbiamo anche bisogno di spacciatori arabi.
a casa!
30.12|18:35pietro06
Basta! Rimandatelo al suo paese! Non ha un lavoro, è uno spacciatore e un cocainomane, non ha saputo difendere e proteggere la sua famiglia, cosa deve fare un povero disgraziato per essere rimandato da dove viene, una strage?!

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