Pubblicato da: Massimo Calabrò | 6 aprile, 2009

Marcello Lippi, Franco Marini ed i calci nel sedere

Era ottobre 2000. La Reggina aveva appena battuto l’Inter ed in conferenza stampa si presentò un arrabbiato Marcello Lippi che non ci stava ad aver perso contro quella che veniva considerata una delle squadre meno forti del campionato. Disse, tra lo sbigottimento di tutti, “se fossi il Presidente dell’Inter, prenderei i giocatori a calci nel sedere“. Nessuno scandalo, anzi tutti a lodare l’allenatore dell’Inter, oggi dell’Italia, per le sua dichiarazioni. C’è chi lodò a tal punto Lippi che scrisse che “l’allenatore dell’Inter è uno con gli attributi per aver detto quello che pensava anche a costo di perdere la panchina“. Erano altri tempi anche per la Reggina ed il Corriere scriveva :”Nel vento e nel caldo di Reggio, vince chi gioca a calcio, con il cuore e con la testa, dedizione assoluta, ma anche geometrie chiare; perde chi passa gran parte della partita a guardarsi allo specchio, chi si crede forte e non lo è, chi si ritrova senza energie dopo appena un tempo“. Tornando ai calci nel sedere, il Quotidiano della Calabria, nei giorni scorsi ha così titolato, attribuendo queste parole e Scopelliti, “Prenderei a calci nel sedere Loiero“. A giudizio mio e dei colleghi presenti alla seduta del consiglio comunale il titolo non corrisponde a quanto dichiarato dal primo cittadino. Tant’è che, nonostante alla seduta siano state presenti più testate, nessun’altro, dico nessuno, ha scritto qualcosa. Ma non è di questo che voglio parlare. Dalla pubblicazione dell’articolo, che risale a sabato mattina e che certamente avrà contribuito a far vendere qualche copia in più, tutti gli oppositori di Scopelliti sono stati pronti a dare lezioni di morale. Probabilmente dimenticano che nel 2006 fu Franco Marini, segretario organizzativo della Margherita che, senza equivoci o cattive intepretazioni disse “di voler prendere Loiero a calci nel sedere”. Riporto testutale una parte dell’intervista a Marini sulla Stampa di Torino. «A me il Mattarellum piaceva, però si può scegliere anche un modello tutto maggioritario. Il modello tedesco? No, non amo i modelli degli altri Paesi». Alla fine avete lasciato molti scontenti e provocato anche rotture. Per esempio il presidente della Calabria, Agazio Loiero, sponsorizza la trasmigrazione di un pezzo della Margherita nella lista Codacons-Dc. E’ vero che a Loiero ha detto che se si fosse occupato di liste l’avrebbe preso a calci in culo? «La posizione di Loiero per me è incomprensibile e inaccettabile. Io ebbi il compito da Prodi di coordinare il lavoro sulle candidature dei presidenti alle Regioni. Ho lavorato un anno per avere il consenso di tutti sulla candidatura di Loiero in Calabria, non per fare un favore a lui ma perché lo ritenevo il candidato più forte. Poi si è aperta subito una questione: c’è stato un rapporto di assoluta incomprensione tra lui e la Margherita calabrese che si era impegnata con determinazione per la sua elezione. Non c’è stato coinvolgimento, collaborazione». Si era montato la testa, come si sente dire a Roma? «Diciamo che il voto diretto comporta delle distorsioni: non a caso amano chiamarsi governatori». Ma perché non avete candidato alcuni amici di Loiero? «Il partito ha fissato delle regole di incompatibilità per i sindaci, presidenti delle Province e gli assessori regionali. Regole che sono state fatte rispettare a tutti». E i calci in culo? «Io sono cresciuto in un quartiere operaio di Rieti: mio padre è stato così bravo da mandarmi al liceo, ma non ha potuto mandarmi a Oxford. Quindi il mio linguaggio è molto diretto ma sempre amichevole“. Solo amnesia di chi oggi si atteggia a moralista e ieri stava in silenzio? O meglio non ricordare questi calci nel sedere passati?

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Responses

  1. Premetto che questo è un post che apprezzo (molto) e condivido (in parte).

    Credo che il paragone tra Marcello Lippi (allenatore di una squadra che si rivolge al suo presidente esortandolo a prendere a calci nel sedere dei dipendenti sfaticati) e Giuseppe Scopelliti (Sindaco di cdx, della città più popolosa della Calabria, che formula una ipotesi in cui – a fronte del silenzio di Loiero, governatore di csx – lo avrebbe preso a calci nel sedere, sia azzardato.

    Calza invece il ricordo delle parole di Franco Marini.

    Altre due cose al volo.

    1) Purtroppo ci sono troppe cose in questa Città che “nonostante” la presenza di “più testate, nessun’altro, dico nessuno” scrive. Il Quotidiano credo che abbia fatto una bella “giocata”.

    2) Quando Scopelliti aveva il Presidente dello stesso colore, perché niente “calci nel sedere”?

    am

  2. Anch’io apprezzo molto il post (e in generale il blog) e lo condivido in parte. A mio avviso infatti se, e sottolineo se, il sindaco più metropolitano d’Italia avesse pronunciato la fatidica frase, così come riportata da una sola testata, sarebbe stato incomprensibile e inconcepibile che: nessuno degli altri quattro cronisti presenti in aula (tra cui io) avesse riportato il virgolettato; il centrosinistra presente compattamente in aula e intervenuto dopo per “litigare” con il consigliere Pdci non si fosse quantomeno indignato per l’accaduto.
    In realtà il virgolettato andrebbe riportato, nudo e crudo, per ciò che in realtà è, senza dar luogo e spazio a “gionte” o interpretazioni personali. Per quello, mi sembra, ci siano già gli editoriali e il resto del pezzo.
    La sensazione è che il primo cittadino, che non ha smentito immediatamente e con forza le dichiarazioni attribuitegli, abbia, erroneamente, pensato di trarre giovamento dalla forza mediatica riservata all’evento, non riuscendo a capire che il “tutto” si trasformerà semplicemente in una perdita di consensi nelle città di Catanzaro e Cosenza nella corsa alle Regionali. A Scopelliti qualcuno dovrebbe spiegare che i voti della sola Reggio non basterebbero per sedersi sullo scranno presidenziale…indipendentemente dalla dimensione del deretano.

    P.S. Rimanendo in tema calcistico anche Maradona nell’86 fece una bella “giocata” che valse la vittoria dei mondiali (goal di mano) eppure non vuol dire che sia stata “pulita”.


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