Pubblicato da: Massimo Calabrò | 17 aprile, 2009

Caso Reggio Tv, c’è l’ok del tribunale per la realizzazione della strada d’accesso a Campo Calabro

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Non può che farmi piacere la decisione con cui il Tribunale civile di Reggio Calabria ha disposto che la realizzazione della strada di accesso ai nuovi stabilimenti di Reggio TV siti a Campo Calabro. Il Tribunale “ha accolto totalmente le istanze presentate dalla Società Alfa Gi, editrice di Reggio TV, rappresentata e difesa dall’avv. Monica Falcomatà“.
L’editore Eduardo Lamberti-Castronuovo, in una nota, ha ringraziato l’avv. Falcomatà per “aver saputo evidenziare il diritto soggettivo di Reggio Tv a veder realizzata una infrastruttura la cui esistenza ha messo a dura prova, in tutto questo tempo, l’operatività di una realtà positiva e produttiva nel territorio”. Lamberti ha poi ringraziato “tutte le testate giornalistiche e, in primis, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Giusepppe Soluri e tutti coloro che hanno creduto nella battaglia democratica da lui condotta, caparbiamente, affiancandolo con articoli di supporto per una vicenda che non vedeva la difesa di interessi privati, quanto quella di una legittima aspettativa di chi in questa terra imprende, rischia e produce“.
E’ appena il caso di ricordare – conclude la nota – che non solo Reggio TV usufruirà del dovuto intervento dell’Asi, ma ben altre cinque aziende già da tempo insediate nella Zona industriale di Campo Calabro“.
Qui di seguito l’integrale ordinanza

TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA
SECONDA SEZIONE CIVILE
Il Tribunale di Reggio Calabria, Seconda Sezione civile, composto dai sigg. magistrati:
dott.ssa Maria Grazia Arena Presidente
dott. Eugenio Scopelliti Giudice
dott.ssa Tiziana Drago Giudice rel est.
ha emesso la seguente
ORDINANZA
nel procedimento rubricato con il n. 836 dell’anno 2009 del registro reclami, promosso
DA
ALFA GI PRODUZIONI EDITORIALI INTEGRATE s.r.l., in persona del legale rappresentante pro‑tempore, rappresentato e difeso, giusta procura a margine del reclamo, dall’avv. Monica Falcomatà, presso il cui studio in Reggio Calabria, via Aschenez n. 180/c, è effettivamente domiciliato;
Reclamante
CONTRO
CONSORZIO PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE DELLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA, in persona del legale rappresentante pro‑tempore, rappresentato e difeso, giusta procura a margine della memoria di costituzione, dagli avv.ti Fiorella Zannino e Maria Gabriella D’Ottavio, ed elettivamente domiciliato presso l’Ufficio Legale dell’Ente in Reggio Calabria, via Vittorio Veneto n. 77;
Reclamato
Letti gli atti e sciogliendo la riserva formulata all’udienza in camera di consiglio del 3 aprile 2009;
OSSERVA
Il reclamo è meritevole di accoglinento.
Sotto il profilo del fumus boni iuris non può condividersi l’assurto del giudice di prime cure secondo cui la società ricorrente “non vanta un vero e proprio diritto soggettivo alla realizzazione delle opere in questione, rimanendo tale atto affidato alla discrezionale valutazione dei Consorzio” (cfr. pag. 4 dell’ordinanza impugnata).
Ritiene, infatti, il Collegio che tra la società ricorrente e il Consorzio sia intervenuta una vera e propria convenzione dì natura pattizia in virtù della quale il Consorzio si è impegnato a realizzare le opere dì urbanizzazione nell’area ceduta alla Alfa Gi.
Invero, nel contratto di cessione in proprietà dell’area ove la società ha realizzato il proprio stabilimento viene richiamato, “per formarne parte integrante e sostanziale”, il Regolamento per la localizzazione e la cessione delle aree e degli immobili consortili.
II predetto Regolamento, dunque, concorre a disciplinare il rapporto contrattuale e segnatamente i diritti e gli obblighi delle parti.
Ora, l’art. 4 u.c. del Regolamento, nel prevedere che “Le opere di urbanizzazione primaria e secondaria previste nelle aree consortili sono realizzate dal Consorzio”, vale a configurare a carico dell’ente cedente un vero e proprio obbligo di realizzare le opere in questione, obbligo che trova la sua fonte nel contratto di “compravendita” con il privato sì come integrato dal Regolamento.
Né la sussistenza di detto obbligo può essere esclusa in relazione a quanto previsto dall’art. 7 u.c. del Regolamento il quale dispone che “l’impresa assegnataria è obbligata a prendere visione dello stato dei luoghi dell’area assegnata e a trasmettere… una dichiarazione di aver preso visione e di accettare lo stato del luoghi e delle inflastrutture esistenti, nonché la idoneità e congruità dell’area assegnata con riferimento alla struttura da costruire e/o all’insediamento da realizzare, …senza nulla pretendere da parte del Consorzio”.
La funzione di tale dichiarazione è unicamente quella di precludere all’impresa contestazioni basate sull’asserita mancata conoscenza dei luoghi (e quindi tutelare il Consorzio da successive ed ulteriori pretese dell’impresa in ragione di una non perfetta conoscenza dei luoghi). La dichiarazione de qua non può invece assumere il significato di una rinuncia preventiva alla esecuzione dal parte del Consorzio delle opere di urbanizzazione.
D’altra parte lo stesso Consorzio sostanzialmente non nega la propria tenutezza alla esecuzione delle opere di urbanizzazione, evidenziando di essersi dal canto suo attivato al fine della realizzazione della strada in questione.
Sempre sotto il profilo dei fumus deve poi osservarsi che la impraticabilità della strada di accesso allo stabilimento della società reclamante in occasione di precipitazioni atmosferiche di una certa portata è riconosciuta dallo stesso Consorzio laddove afferma di avere tempestivamente provveduto alla sistemazione dei tratti di strada danneggiati dagli eventi meteorologici del mese di gennaio, rendendo così la strada nuovamente transitabile.
Quanto, infine, al periculum in mora, il pregiudizio paventato dalla reclamante e connesso alla impossibilità di svolgimento della propria attività nel nuovo stabilimento, assume il carattere della irreparabilità in ragione dello scarto tra il verificarsi del danno e la tutela in via risarcitoria dovuto alla impossibilità di una esatta quantificazione, nell’eventuale giudizio di merito, dei danno patrimoniale sofferto.
Pertanto, va ordinato al Consorzio. di eseguire le opere necessarie a rendere fruibile da parte di uomini e mezzi la strada di accesso allo stabilimento, realizzato dalla società reclamante.
Trattandosi di provvedimento cautelare anticipatorio non deve fissarsi il termine per l’inizio della causa di merito (cfr. art. 669 octies c.p.c. nuovo testo) e deve, per contro, procedersi alla regolamentazione delle spese di lite, spese che, avuto riguardo alla natura delle questioni trattate, appare equo compensare interamente tra le parti.
P.Q.M.
Visto l’art. 669-terdecies c.p.c.,
in accoglimento del reclamo, revoca l’impugnata ordinanza emessa dal Tribunale di Reggio Calabria in composizione monocratica il 19 gennaio 2009 e, per l’effetto, ordina al Consorzio ASIREG di eseguire le opere necessarie a rendere fruibile da parte di uomini e mezzi la strada di accesso allo stabilimento realizzato dalla società. reclamante.
Spese compensate.
Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del 3 aprile 2009.
Il giudice est.
Il Presidente della II Sezione Civile
(Dott.ssa Maria Grazia Arena)

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