Pubblicato da: Massimo Calabrò | 2 maggio, 2009

Passa anche al Senato, Reggio Calabria è città metropolitana. Nonostante Enzo Bianco.


 

Sulla votazione al Senato, sul federalismo fiscale e soprattutto su Reggio Calabria città metropolitana si è detto tanto. I parlamentari calabresi di tutti gli schieramenti politici hanno votato compatti a favore. C’è chi anche al Senato ha tentato di escludere Reggio tra le città metropolitane. L’emendamento presentato dall’ex sindaco di Catania, il senatore Enzo Bianco, ne prevedeva l’eliminazione. Ma  non è stato il solo a sostenerlo. Con lui anche la lombarda Adamo, i laziali Lusi e D’Ubaldo, la campana Incostante, gli emiliano – romagnoli Mercatali, Vitali, Bastico e Barbolini. Ma tanti senatori del PD non lo hanno votato. Lo stesso senatore calabrese Franco Bruno lo ha pubblicamente dichiarato prima della votazione. Ecco qui di seguito l’intervento del senatore del PD Bianco, tutto da leggere:

BIANCO (PD). L’emendamento 23.1 ha ad oggetto una delle norme piu` critiche del provvedimento che e` frutto di una modifica approvata alla Camera dei deputati sulla disciplina, sia pure transitoria, delle Citta` metropolitane che il Senato ha voluto inopinatamente inserire nel disegno di legge, quando la sede piu` opportuna sarebbe stata quella del Codice delle autonomie. Sulla base di valutazioni di ordine esclusivamente politico, l’altro ramo del Parlamento ha inserito Reggio Calabria nell’elenco delle Citta` metropolitane, senza che essa possegga i requisiti previsti dalla disciplina. Il Gruppo del Partito Democratico non intende sottovalutare la specificità e la delicatezza dei problemi di Reggio Calabria, ma approvando tale ingiustificata norma si rischia di legittimare l’estensione di tale assegnazione anche ad altre citta` che potrebbero in futuro farne richiesta. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).

L’intervento di BIANCO (PD). Signora Presidente, vorrei chiedere un attimo di attenzione ai colleghi. L’emendamento 23.1, che proponiamo all’attenzione dell’Assemblea, riguarda una norma che valutiamo con un giudizio molto critico rispetto a questo disegno di legge. Il Senato, gia` in prima lettura – e la questione e` stata poi ulteriormente aggravata dalla Camera dei deputati – ha deciso inopinatamente di inserire nel disegno di legge delega sul federalismo fiscale la questione relativa alla disciplina, sia pur transitoria, delle Citta` metropolitane, ed ha fatto analoga scelta per quanto riguarda Roma capitale. Si e` trattato di un compromesso politico, perchè alcune forze politiche hanno voluto assolutamente che fosse cosı` fatto. Naturalmente, la sede propria per normare in materia di Citta` metropolitane era quella del Codice delle autonomie. Il fatto grave, ed ecco il senso dell’emendamento, e` pero` che la Camera dei deputati ha inserito nell’elenco delle Citta` metropolitane una citta`, certamente bellissima e di grande rilievo e importanza nella storia del nostro Paese, ma che non e` mai stata considerata da alcun atto normativo come una Citta` metropolitana. Con un colpo di mano politico, Reggio Calabria e` stata inserita nell’elenco delle Citta` metropolitane, sulla base di una valutazione di carattere, lo ripeto, esclusivamente politico. Noi consideriamo con la dovuta attenzione la citta` di Reggio Calabria, per ragioni che sono evidenti. Quando si e` trattato, ad esempio, in una situazione molto delicata, di spostare nella prefettura di Reggio Calabria il coordinamento, ai fini del contrasto della criminalita` organizzata, delle prefetture della Calabria, il Partito Democratico e` stato in prima linea nel sostenere e nell’adottare quel provvedimento, che poi porto` alla nomina del prefetto De Sena quale coordinatore dei prefetti della Calabria. Siamo sempre disponibili a considerare la specificita` e la delicatezza dei problemi di Reggio Calabria, ma, francamente, troviamo che risponda ad esclusive valutazioni di carattere politico l’inserimento di questa citta` in tale elenco. Non sara` difficile prevedere, a questo punto, che molte altre citta` (ne cito solo alcune: Padova, Verona o altre ancora) avranno titolo per chiedere altrettanto. Apriremo in tal modo la fiera dell’allargamento dell’elenco delle citta` metropolitane a Citta` che francamente non ne hanno i requisiti. Per questa ragione, abbiamo presentato l’emendamento 23.1 che riporta la situazione a quella che e` la legislazione vigente. Chiediamo pertanto che venga nuovamente adottato il testo che era stato approvato dal Senato. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
BRUNO (PD). Signora Presidente, annuncio che voterò in dissenso dal mio Gruppo, anche perchè penso che la città dello Stretto possa essere una risorsa per l’Italia.

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Responses

  1. E’ possibile che in una città “metropolitana” i servizi per il cittadino siano zero e ancora oggi nel 2009 per la maggior parte dell’anno manca l’acqua nelle case (ricordo essere bene primario) e per mettere a posto una strada di primaria comunicazione con la periferia di Reggio di Calabria che mette a rischio l’incolumità stessa dei cittadini ci voglia più di un anno???????? ci sentiamo ogni giorno umiliati da questa amministrazione che pensa a sperperare i nostri soldi con lavori inutili. Concludo perchè la lista delle cose da dire sarebbe lunghissima e voglio chiudere con un commento personale: mi sento più cittadino di una giungla che di una metropoli!!!! Cordiali saluti!!


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