Pubblicato da: Massimo Calabrò | 29 maggio, 2009

A Domenico Zampaglione il trofeo “Marra – Scoglio”

E’ stato assegnato a Domenico Zampaglione l’undicesimo “Trofeo Marra-Scoglio”, premio quale miglior calciatore calabrese della stagione 2008-2009. Zampaglione, capocannoniere, con diciannove reti,  dell’Hinterreggio, matricola del campionato Nazionale Dilettanti, con i suoi gol ha contribuito alla salvezza della compagine del presidente Pellicanò. E’ stato lui a ricevere il riconoscimento che il tecnico professionista Pino Scopelliti attribuisce alla fine dei campionati dilettantistici calabresi. Un premio nel ricordo di Franco Scoglio, l’allenatore che ha raggiunto i massimi livelli nel calcio e di Paolo Marra, il giornalista “cantore” della Reggina di decenni addietro. Scopelliti, amico comune dei due personaggi che hanno fatto la storia anche del calcio reggino, ha rinnovato anche quest’anno la tradizione premiando i giovanissimi calciatori maggiormente protagonisti nella nostra regione e altri atleti, come appunto Zampaglione, vincitore dell’edizione 2009, che meritano il riconoscimento per “la determinazione la concretezza dimostrata sui campi difficili della serie D e la serietà che lo ha contraddistinto” secondo quanto riportato sulla motivazione del premio. Il “Paolo Marra” è dedicato all’uomo e al giornalista che ha vissuto scrivendo di calcio prima di decidere di trascorrere l’ultima parte della sua vita a San Giovanni Rotondo, il paese del suo amatissimo Padre Pio, dove da undici anni riposa. Il “Conte”, come amavano definirlo i suoi colleghi e amici, era un punto di riferimento per tutti i giovani che si affacciavano per la prima volta alla professione e che cercavano di carpirne i segreti. Pino Scopelliti, assieme a Paolo Marra, non vuole dimenticare altri due giornalisti scomparsi nel corso di quest’anno, “zio Aldo Sgroj”, come lo chiamava lo stesso Scopelliti, “grande professionista e maestro di vita” e Lillo Scopelliti, vero amico di tanti ritiri insieme al Prof.
Per il quarto anno il “Premio Paolo Marra” rende omaggio anche a Franco Scoglio. I due erano fraterni amici e quando il “professore” allenava ancora dalle nostre parti (Reggina, Messina e Gioiese) si incontravano spesso. “C’è ancora il rammarico – dichiara Scopelliti – che dopo le passerelle dettate probabilmente dall’emozione del momento della scomparsa e le promesse fatte in quella occasione, ancora oggi a Franco Scoglio non è stato intitolato nulla. In particolare lo stadio San Filippo nonostante le dichiarazioni di tutti i politici, compresi gli amministratori della città di quel tempo. Spero che l’attuale Amministrazione Comunale di Messina si ricordi di un uomo che tanto lustro ha dato alla città peloritana. Gli unici che hanno rispettato le volontà del ‘Prof’ sono stati i figli Marco e Tobia che sulla tomba hanno riportato una frase rimasta storica, pronunciata nella trasmissione ‘Le Iene’ e cioè: Franco Scoglio non ero un uomo ad minchiam”.

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