Pubblicato da: Massimo Calabrò | 18 luglio, 2009

Reggio ed il mare sotto casa

(foto che il Corriere mette a corredo del pezzo. Foto Terra Project)

Per noi reggini è un grande vantaggio, soprattutto per coloro i quali, me compreso, hanno tra le alternative estive della pausa pranzo, quella di andare al mare. Anche due orette scarse possono servire a distrarsi, a patto di tenere il cellulare rigorosamente SPENTO. Di Reggio Calabria e di questa caratteristica, comune anche ad altre città, ne parla il settimanale Io Donna ed il Corriere della Sera, sul proprio sito, riprende l’articolo. Il titolo è tanto accattivante quanto veritiero: “Un tuffo in città”.
Io donna ha visitato gli arenili metropolitani. E stilato la classifica dei 10 al top. Reggio Calabria, Cagliari, Napoli: per molti fortunati il mare è già sotto casa. Ecco il pezzo su Corriere.it:
Cosa accomuna livornesi, triestini e napoletani? Quel vago non so che, quell’aria sana che hanno i fortunati abitanti delle città marinare invidiati dai cugini dell’entroterra costretti a salire in macchina per fare un tuffo a mare. Da Nord a Sud senza trascurare il Centro abbiamo selezionato i lidi urbani più interessanti per veduta, architettura, opere di riqualificazione e progetti in cantiere stilando una classica delle dieci città top. Fuori concorso Venezia di cui Io Donna ha già scritto e che è stata nominata tra le dieci spiagge più belle al mondo.

Livorno, la più bella terrazza a mare. Prima classificata Livorno. Perché vanta la più bella terrazza a mare d’Italia con un prezioso pavimento a scacchiera. Perché ha in cantiere un grande progetto, “Porta a mare”, che muoverà 250 milioni di euro e doterà la città di un porto turistico da 700 posti barca. Perché il lungomare, pulito e rimesso a nuovo, è ciclabile per oltre 5 chilometri. Livorno celebra 400 anni di storia – nel 1606 il granduca Ferdinando I de Medici le conferisce il titolo di “città” – ma non li dimostra. Dalla Rotonda si passa davanti allo storico Hotel Palazzo, appena riaperto, dove Marconi compì alcuni esperimenti e alle tante ville liberty fino alla Barriera Margherita o alla scogliera immortalata da Dino Risi nel celebre Sorpasso. Livorno ancor oggi è palcoscenico ideale: Paolo Virzì, uno dei suoi figli prediletti, sta ultimando La prima cosa bella grande commedia corale. E per agosto si prepara Effetto Venezia, kermesse che anima l’antico quartiere di La Venezia. Una festa verace tra animazione di strada, artigiani, concerti. Nella città dove “non piove mai” anche stabilimenti e locali meritano una visita. In primis i Bagni Pancaldi e la Baracchina rossa. D’obbligo assaggiare 5 & 5, antico nome della torta di ceci (che viene da cinque centesimi di pane e cinque di torta di ceci) da accompagnare rigorosamente alla spuma bianca.

Trieste salotto d’arte e di cultura. Al secondo posto Trieste che dopo anni di crisi e torpore sta vivendo una felice rinascita. Tutta legata – e come poteva essere altrimenti? – al mare. E ricomincia da un milione. È il numero dei visitatori previsti per il nuovo acquario che dovrebbe essere realizzato nel giro di un paio d’anni. Il progetto è ambizioso: un Parco del mare che comporterà anche la ristrutturazione di alcune aree portuali e la costruzione di strutture sull’acqua e sul lungomare. Ma Trieste sta anche tornando a essere salotto d’arte e cultura: piazza Unità tirata a lucido, le Rive completamente risistemate, un Grand Hotel cinque stelle, il Savoia Excelsior con vista sul golfo – già nel 1912 considerato l’albergo più lussuoso dell’Austria Ungheria – che ha riaperto in occasione del G8 dei ministri degli esteri a giugno scorso. E, ancora, è stata rinnovata la Lanterna, stabilimento riservato esclusivamente alle signore. Dove ben 18 mila “mule”, le fascinose triestine, scelgono di prendere il sole lontane da sguardi indiscreti. Così Trieste bella addormentata “ai confini dell’Impero” torna ad essere cuore pulsante della nuova Europa? «Non si può dimenticare l’importanza che il nostro porto ha avuto nella storia» spiega Michela Cattaruzza, presidente dei giovani industriali e tra i fondatori del Comitato pro Parco del mare. «Oggi però la città è a un bivio. Se gioca bene le sue carte può tornare a rivestire un ruolo decisivo a livello italiano e internazionale. Il Parco del mare è un punto di partenza. Vogliamo recuperare il legame tra mare e città, fondendo il confine tra acqua e terraferma, inserendo nuovo tessuto urbano tra quelle che sono le più belle rive dell’Adriatico».
Napoli e la joie de vivre. Alla città campana, terza classificata, va innanzitutto la palma della simpatia. Per l’irreverente capacità di organizzare il beach party più cool d’inizio estate, “No papy no party”, ben mille t-shirt distribuite sulla spiaggia di Bagnoli ad altrettanti studenti napoletani. Verve partenopea a parte, dopo il capitolo spazzatura ormai archiviato, Napoli continua a celebrare se stessa e la sua joie de vivre. Senza preoccuparsi troppo di cambiare. Straordinaria la prospettiva da Castel dell’Ovo lungo tutta via Caracciolo fino all’elegante Posillipo che ben giustifica tre milioni di turisti l’anno. Mentre “La città del gusto” del Gambero rosso sta diventando uno dei punti di riferimento trendy dell’estate e festeggia i 120 anni della pizza Margherita. Di giorno tutti all’Arenile, completamente rimesso a nuovo. Mentre la Napoli bene si ritrova sotto gli ombrelloni del Bagno Elena di Posillipo. L’ultimissima novità è il “metrò” del mare in versione by night per collegare Sorrento dal molo Beverello anche la notte. Con gran beneficio per traffico e inquinamento.
Cagliari color dei Caraibi. Meriterebbe il podio ma non è stato espiato del tutto il peccato della sabbia scura che ha contaminato il bianco abbagliante del Poetto, un paradiso lungo 8 chilometri. Per il prossimo intervento antierosione il Comune sta ipotizzando gettate di sabbia di cava, colore caraibi. Intanto i famosi chioschetti dei ricciai sono stati rimessi a nuovo e i lavori in porto ultimati: da quest’anno possono attraccare anche fiabesche navi da crociera.
Genova dal fascino d’antan. La rifondazione del Lido di Genova (che con le sue 3 piscine è lo stabilimento più grande d’Europa) comincia sostituendo il cemento con legno e fibre vegetali. Dopo lo stop a nuove villette sul mare, i club di Corso Italia, dai Tre Pini alla esclusiva Motonautica, fanno il pienone di iscritti. Accanto ai Bagni Doria, frequentati dai D’Andrè, spopola il nuovo Centro Surf. Come gli storici Bagni di Santa Chiara a Boccadasse, terrazza con una vista mozzafiato che premia la fatica dei 160 gradini.
Reggio Calabria e il waterfront di Zaha Hadid. Da elogiare per il suo lungomare di palmizi e ficus secolari che i poeti del Novecento hanno celebrato come il chilometro più bello d’Italia, tornato a splendere dopo decenni di incuria. Per il Lido Zerbi, il più antico del Meridione. Perché il Comune ha deciso di affidare all’architetto iraniana, Zaha Hadid la progettazione del “Waterfront” (100 milioni di euro, 3 anni di lavori) con “museo del mare” e sezione dedicata a Gianni Versace in una avveniristica stella marina sospesa sull’acqua.
Palermo la resistenza dei “cortili”. Settima Palermo la cui storia balneare è degna del Gattopardo con i due circoli più noti: quello altoborghese dei Canottieri e quello aristocratico della Vela. Al Mondello stanno eliminando le cabine ma la novità incontra la resistenza di chi non vuole rinunciare ai “cortili”, simbolo della Sicilia marinara: corridoi spaziosi 10 metri, luogo ideale per le tradizionali partite a canasta dopo un inappuntabile pranzo al Charleston, ristorante liberty su palafitta.
Ancona, al mare in ascensore. La spiaggia cittadina si raggiunge in ascensore o discendendo la maestosa scalinata che porta ai caratteristici scali e alle grotte nella roccia. Ben 900 tonnellate di scogli sono servite per la rifioritura del molo, lo splendido belvedere che dal Passetto precipita a mare. Incantevole il panorama dal parco del Cardeto, rimesso a nuovo, dal quale si mira il Conero e il vecchio faro.
Bari scopre la spiaggia libera. La svolta è arrivata dopo l’abbattimento della saracinesca di Punta Perotti. Al suo posto la prima spiaggia libera, “Pane e Pomodoro”: popolare ma decisamente simbolica. Se ne ammirano colori e folklore dagli spalti del Castello Svevo, dove si passeggia in bicicletta grazie agli incentivi pubblici.
Catania night & day. Dulcis in fundo Catania, dove l’area sud è stata risistemata ma la pista ciclabile del Lungomare è ancora poco praticabile. Di giorno tra sabbia e scogli, la sera al Lido le Piramidi per il tradizionale “Rusti e braci”, barbeque in riva al mare. In alternativa c’è Ernesto, famoso per il gelato al pistacchio.
Anna Maria Catano
Monica Vignale

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